Ultima giornata di una stagione incredibile. Il Real Casebruciate migliore di sempre, fra le mura amiche per scrivere la sua storia. Di fronte l'Offside, obiettivo i tre punti fondamentali per mantenere il secondo posto in classifica. Un orecchio a Vismara per avere informazioni su New Team vs Pesarese (terza contro sesta) e l'altro a San Giorgio di Pesaro per Sangiorgese vs Arzilla (settima contro quinta ma con possibilità di aggancio in caso di vittoria dei padroni di casa). Occhi tutti e due ben saldi sul Comunale di Marina perché poi è solo qui che dobbiamo concentrare le nostre energie e fare in campo quello che sappiamo fare. L'unico rammarico di una stagione così esaltante è la tribuna non piena come la squadra si meriterebbe. E allora consentitemi un appello, non lo faccio mai.

Quarantaquattro anni e un mese recita la sua carta d'identità. Eppure a vederlo sembra un ragazzino, per fisico, entusiasmo e voglia di fare. In più l'esperienza di chi ha giocato a calcio una vita con serietà. Quando Gabriele Piersantelli è venuto al Real (oramai quattro stagioni fa), lo ha fatto in punta di piedi, bussando, chiedendo permesso e mettendosi sempre a disposizione di mister e squadra. Il suo sogno era quello di giocare per la squadra del suo paese portando in dote il suo sapere di calcio e sposare il progetto del Real Casebruciate per Gabri è stato come firmare per un top club.

Mario Gomez e Matteo Torretti, così lontani così vicini. Vi sembra un'assurdità? Andate avanti nella lettura e ne riparleremo. Il 15 Luglio 2013 Firenze è in agitazione, e non centrano le lotte interne fra Guelfi e Ghibellini, stavolta i toscanacci sono tutti insieme, tutti uniti ad attendere l'acquisto più importante della loro storia. Fra i 25mila del Franchi c'era il tifoso viola Matteo Torretti, entusiasta di applaudire il panzer tedesco appena arrivato alla corte dei Della Valle. Quella giornata resterà la più gloriosa in Italia di Marione Gomez, dato che da quel momento per i tifosi viola sono state maggiori le imprecazioni ai suoi infortuni che le esultanze per i suoi gol. Passa un anno e Matteo Torretti sveste i panni da tifoso e indossa la tuta del Real per iniziare la sua prima stagione col Casebruciate.

Alzi la mano chi si immaginava che dopo sei giornate Diego Rossetti sarebbe stato l’uomo con più minuti giocati di tutto il Real Casebruciate? Io le ho alzate tutte e due! Il dj è entrato a far parte della “famiglia” nel 2007 e il suo valore è saltato subito agli occhi di tutti. Giocatore vero, serio e decisivo, un leader in mezzo al campo e nello spogliatoio, amato e rispettato da compagni e società, temuto da tutti gli avversari. Diego è il miglior marcatore della storia bruciatese ed è il Capitan Futuro tatuato pardon designato. In queste prime sei partite, dei 540 minuti totali (esclusi i recuperi naturalmente) il dj ne ha disputati 524 risultando il giocatore cui mister Modesti ha regalato più minutaggio.

 

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“Undici.. Undici.. Undici Fratoni.. noi vogliamo undici Fratoni.” A chi segue il Real da qualche anno, sarà sicuramente capitato di ascoltare una decina di facinorosi cantare questo coro verso il campo, inneggiando la squadra e il Re Davide. Il tempo passa e i giocatori cambiano, penserà qualcuno. Sì ma la maglia resta, risponde il vostro Dylan. C’è un allenatore che decide gli uomini giusti e nessuno si permette di interferire con le sue scelte. Quei facinorosi infatti sanno cosa vuol dire quel coro: la voglia di vincere di Davide, l’attaccamento alla maglia, la grinta che mette su ogni palla, l’agonismo e la cattiveria intelligente, l’energia sprecata per correre dietro agli avversari e non per parlare con gli avversari.